L’altro giorno stavo pacificamente sul divano a godermi un assolutamente immeritato riposo quando all’improvviso mia mamma mi ha fatto notare che dovevo mettere a posto la scrivania. A suo dire in caso contrario la probabilità di saltare la cena sarebbe aumentata drammaticamente. Che fare? Mi è toccato mettere a posto la scrivania.

Ciò che in questa sede ci interessa di questa esperienza credo universale è che non propriamente il “fatto” di saltare la cena mi ha spinto a mettere a posto la scrivania, quanto invece l’aspettativa che se non lo avessi fatto l’avrei saltata. Mi spiego meglio: la mia azione è stata effetto non dello stimolo “reale” di saltare la cena, quanto invece di un accorto uso della parola da parte della mamma. In particolare grazie allo strumento ‘parola’ è stato possibile ovviare agli spiacevoli eventi ‘niente cena’ e ‘mancanza di calorie’. Questi eventi sarebbero stati spiacevoli sia per me che per mia mamma che in fondo so che mi vuole bene: l’uso della parola anziché dell’azione concreta ha in questo caso modificato in modo tangibile la realtà con conseguenze positive per tutte le parti coinvolte.

Vorrei ora riportare alcuni esempi recenti di come la parola possa incidere in modo rilevante anche nella realtà economica. La via attraverso la quale la parola può diventare influente è quella evidenziata in precedenza: la parola modifica le aspettative degli agenti economici, quindi le loro azioni, quindi la realtà in concreto.

Il primo esempio che vorrei riportare è quello della BCE (Banca Centrale Europea) e delle parole del suo presidente Mario Draghi nel luglio 2012. In questo periodo lo scenario catastrofico della rottura dell’euro era da molti creduto possibile. Questo faceva sí che il rischio di alcuni paesi fosse creduto molto più elevato di quello di altri, alimentando il tristemente famoso fenomeno dello spread. Nell’agosto 2012 Mario Draghi inaugurò il cosiddetto piano OMT (Outright Monetary Transaction), ovvero un piano della BCE per venire in aiuto ai paesi in difficoltà. Questo piano era sottoposto a varie condizioni ed era chiaro che sarebbe stato usato solamente in casi eccezionali; difatti non è mai stato concretamente utilizzato. Pochi giorni prima dell’inaugurazione dell’OMT, nel luglio 2012, Draghi tenne un discorso di enorme rilevanza in cui – in sostanza –  dichiarava che, nel caso si fosse giunti alla resa dei conti, la BCE sarebbe stata pronta a difendere l’Europa a spada tratta e senza risparmiarsi. Draghi disse “the ECB is ready to do whatever it takes to preserve the euro” (la BCE è pronta a fare qualunque cosa per proteggere l’euro), aggiungendo poi “and believe me, it will be enough” (e credetemi, sarà abbastanza). Potrebbe essere la battuta perfetta per un John Wayne sommerso di indiani nemici.

Quello del luglio 2012 fu un discorso fortissimo che lasciò una traccia notevole negli eventi successivi. Finalmente un’istituzione europea di grande rilevanza aveva battuto un colpo e aveva assunto la responsabilità di farsi avanti. Da allora lo spread è progressivamente diminuito fino a raggiungere livelli molto bassi. Il nesso fondamentale tra il discorso di Draghi ed il ridursi del panico e degli spread nell’eurozona è universalmente riconosciuto. È inoltre da notare come l’OMT non sia mai stata attuata. Come nel caso della minaccia della mamma è stato sufficiente il suo solo annuncio. La rilevanza delle dichiarazioni dei banchieri centrali è d’altra parte ben nota ed ha assunto una rilevanza particolare nei periodi più recenti da quando, raggiunto il cosiddetto zero lower bound (tassi di interesse a zero), l’azione convenzionale delle banche centrali è naturalmente limitata. L’attività di queste istituzioni si è quindi progressivamente concentrata sulla cosiddetta verbal guidance, ovvero nell’annunciare verbalmente che i tassi resteranno a zero ancora per molto, e questo in particolare nel caso della FED.

Altro caso degno di nota è quello dell’ancora più recente crollo del prezzo del petrolio. Per vari anni il petrolio brent ha più o meno pacificamente quotato sui 110$ al barile. A seguito di un aumento di produzione degli USA grazie alle tecniche di fracking, a partire dal luglio 2014 il prezzo del brent ha iniziato a scendere fino a raggiungere gli 80$ circa. Questa situazione era tuttavia ritenuta in qualche modo non definitiva in quanto il cartello dei produttori OPEC sarebbe potuto intervenire riducendo l’offerta per rialzare il prezzo. La riunione OPEC del 27 novembre 2014 ha tuttavia portato all’esatto opposto, ovvero alla dichiarazione di non intervento dell’OPEC nemmeno nell’estremo scenario in cui il barile fosse sceso a 40$. Il panico scatenato da questo annuncio ha portato in pochi mesi il brent sotto i 50$. Ancora una volta la situazione reale dell’economia non è cambiata: l’OPEC ha continuato a produrre lo stesso quantitativo di petrolio sia prima che dopo l’annuncio. Non una variazione della quantità di petrolio sul mercato ma invece l’annuncio verbale dell’OPEC ha modificato le aspettative degli operatori e ha portato al crollo del prezzo del petrolio. Non solo lo spread e la fiducia nell’euro ma anche il prezzo di una concretissima ed estremamente rilevante materia prima come il petrolio è soggetta all’ammaliante potere della parola. Le conseguenze del crollo del prezzo del petrolio sono tra l’altro rilevantissime, come per esempio la crisi valutaria russa del dicembre 2014 e gli stimoli economici ai paesi importatori dovuti ad un basso prezzo del greggio.

Uno dei canali principali attraverso cui agisce la parola è quello della politica. Alcune dichiarazioni provenienti dal mondo della politica possono avere effetti enormemente rilevanti sul mondo in genere e su quello economico in particolare. Recentemente il caso greco sta purtroppo rendendo particolarmente evidente questa circostanza. Se da un lato la situazione concreta ha avuto come effetto l’incattivirsi del linguaggio politico, d’altra parte –  considerata l’importanza del linguaggio – il lessico meschino ed astioso a cui si è giunti sta forse avendo a sua volta un effetto sulla realtà simile a quello del ritorno di fiamma. La situazione in Grecia ha incendiato il linguaggio politico che a sua volta sta contribuendo ad alimentare la crisi greca: un ministro delle finanze che dichiara pubblicamente che i creditori sono dei terroristi non aiuta certo il dialogo, mentre dall’altra parte trapela come l’eurogruppo ritenga Varoufakis un “perditempo, un giocatore d’azzardo, un dilettante,” portando il confronto sul livello di una diatriba personale. Varoufakis si è recentemente dimesso; un altro effetto dell’uso della parola sulla realtà? Nel frattempo, man mano che le dichiarazioni di ostilità verbale si accumulano miliardi di capitalizzazione vengono bruciati nelle borse europee e gli spread aumentano.

Gli esempi riportati mostrano la rilevanza che può avere la parola nell’influenzare la realtà, in questo caso quella economica in particolare. La via attraverso la quale agisce lo strumento ‘parola’ è la variazione delle aspettative e quindi del comportamento degli agenti economici. Considerato il punto da cui si è partiti, quest’omaggio all’importanza concreta della parola non può quindi che concludersi con la ‘madre’ di tutti le esortazioni: siate gentili con la mamma!


L’immagine di copertina è tratta da un fumetto della Christian Anti-Communism Crusade, il movimento di Fred Schwarz (1961).

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