Macchina Da Scrivere

Quando ci si approccia alla storia, alla storia di qualsiasi cosa, specialmente da bambini, una domanda che sorge spontanea è: perché è divisa così? Perché ha questa struttura? Perché il medioevo finisce con il 1492 e perché i maestri prima e i professori poi dicono sempre che non è che il giorno dopo che Colombo mise piede nei Caraibi la gente si è svegliata e ha abolito la servitù della gleba e ha iniziato a mettere al centro l’uomo son questioni che rimangono dei gran begli interrogativi.

Strutturare la storia in periodi, nella maniera in cui lo facciamo oggi, si può dire sia un’abitudine piuttosto recente. La si ascrive al tedesco Cristoforo Cellario, al secolo Christoph Keller, il quale per la prima volta, nella sua Historia uniuersalis, tripartì la storia in antichità, medioevo e modernità, individuando per ciascuna di queste epoche dei limiti di datazioni simili a quelli che ancora oggi utilizziamo.

Lo stratagemma di suddividere la storia di qualcosa in periodi più piccoli ha sicuramente finalità diverse: mnemoniche, didattiche, descrittive; serve, in una concezione lineare della storia, a tracciare il progresso storico, l’evolversi degli eventi e della società. Esattamente per questi motivi, dunque, anche le storie delle letterature vengono strutturate in periodi, sulla scorta di quanto accade alla storia in senso stretto. Ed è di questo che vorrei trattare in questo articolo, di come la strutturazione storica di una letteratura, quella greca, sia un’operazione arbitraria e storico-ideologicamente connotata.

La letteratura greca, per come la conosciamo oggi, è strutturata in generi che nei libri di storia letteraria che quotidianamente prendiamo tra le mani solitamente si susseguono l’un l’altro, come in ordine cronologico, quando così non è. La nostra impostazione letteraria greca ha una data di nascita: il 1840, anno della prima pubblicazione della letteratura di Karl Otfried Müller. È un’impostazione romantica per generi che nel mondo greco non era presente. Fino alla Lettera VII di Platone, infatti, sappiamo che la società greca prevalentemente era orale e quindi una tale distinzione non avrebbe forse nemmeno avuto senso.

La predilezione che questa strutturazione romantica ha per l’epica e la lirica, la prima in quanto espressione dello spirito del popolo greco, la seconda in quanto espressione dello spirito dell’individuo greco, risulta palese, e, con l’aggiunta del genere drammatico, questi due rappresentano il fulcro della strutturazione ancora oggi seguita quando si fa didattica della letteratura greca. La storiografia e la filosofia in parte, per non parlare della medicina e delle altre scienze, sono considerate quasi paraletterature.

Ma trascuriamo pure questa predilezione, per concentrarci piuttosto sul concetto di genere qui proposto. Se l’epica e il dramma si trovano sì inserite all’interno di generi a volte troppo ampi – Omero non è Nonno di Panopoli – ma che per le tematiche possono anche concordemente essere individuati come generi omogenei, così sicuramente non è per ciò che viene definito con il termine ‘lirica’. Si tratta di un genere eterogeneo, che si spalma cronologicamente lungo tutto l’arco storico della grecità antica e spazia geograficamente in ogni luogo della stessa; un genere che si avvale di modi di pubblicazione e trasmissione diversissimi; per non parlare delle tematiche, degli sfondi storico-politici e di quelli antropologico-culturali.

I primi autori ‘lirici’ presenti nelle nostre letterature sono solitamente Callino e Tirteo, i quali offrono al lettore uno spaccato della società militare ionica e spartana della prima metà del VII sec. Poesia parenetica, era, nel secondo caso, probabilmente il prodotto di poeti presenti ai famosi banchetti pubblici della Sparta bene, i sissizi. Tutt’altro rispetto alle composizioni di tema politico di un Solone, cui sono attribuite elegie di ambito simposiale atte a trasmettere una certa idea di società a chi componeva e ascoltava i suoi versi. Poesia orale o al massimo aurale, monodica e spesso a catena, di ambito ‘privato’, con tutte le virgolette del caso. Pindaro è ancora tutt’altro, così come Saffo, così come Callimaco. Metri diversi – forse il solo criterio attraverso i quali i Greci distinguevano i diversi ‘generi’ letterari della produzione in versi –, ‘destinazioni editoriali’ divergenti, scopi performativi nemmeno paragonabili, epoche e luoghi lontanissimi.

Il focus sulla lirica, che diventa, attraverso anche il tedesco Lyrik, sinonimo, anche e specialmente fuori dall’ambito della letteratura greca, di poesia del sentimento e dell’io è qualcosa di fortemente legato allo Zeitgeist romantico del tempo, che sul sentimento individuale, l’espressione e l’esaltazione dell’io puntava come caratteristica fondamentale di poetica. Il focus sull’epica, vista come, appunto, espressione dello spirito di un popolo, rientra perfettamente all’interno di quello schema di riscoperta delle radici etniche proprio dell’immaginario romantico. Propria della poetica romantica è anche la rigida strutturazione in Gattungen, generi così utili per i fini didascalici per un popolo come quello tedesco che stava avviandosi, con l’unità, a fornire un’educazione standardizzata, laica e finalizzata alla formazione di una nuova classe dirigente per una nazione che si stava unendo e che dunque stava rinascendo dalle proprie ceneri. Lo sguardo al mondo greco, di cui già Hölderlin riteneva i Tedeschi gli eredi, lo sguardo alla Sparta militare che costituiva e doveva costituire l’esempio principe per l’educazione degli Junker prussiani, nerbo della futura classe dirigente tedesca, era al centro della narrazione appropriante di un Müller, indubbiamente da definire come laconofilo.

E che dire dei limiti temporali che vengono posti alla letteratura greca? Le numerosissime tavolette micenee che possediamo faticano a ricevere più di una menzione: scrittura tecnica? Certamente, ma anche le prime menzioni scritte in lingua greca. Il Placito capuano lo citiamo pure nelle storie della letteratura italiana che si utilizzano nella didattica: le tavolette micenee e il loro contenuto non sono diversi, per molti aspetti, e peraltro sono essenziali per comprendere anche opere letterarie successive, quali per esempio Omero – penso ai carri e alla loro costruzione – o Esiodo e i re-giudici in Beozia. Se l’inizio della letteratura greca – come la si insegna a scuola, s’intende – è assolutamente chiaro, così sicuramente non è per la sua fine: se l’ellenismo è stato sdoganato nell’Ottocento grazie a Johann Gustav Droysen ed è oramai agli occhi di tutti gli studiosi un periodo non solo storico, ma anche letterario da tenere in considerazione come cruciale momento della grecità antica e come suo nesso di collegamento con la storia occidentale e il Cristianesimo, così sdoganati non sono i periodi successivi, cioè la cosiddetta tarda antichità e il periodo bizantino.

Un inizio troppo netto e una fine troppo sfumata? Forse. Quello che è certo è che come in molti casi nelle cosiddette lettere classiche, le decisioni importanti le hanno prese i Tedeschi, nell’Ottocento, per giunta. Lungi dal germanofilo che scrive muovere accuse, ma lungi dallo stesso anche non sognare un modo nuovo di concepire la storia della letteratura greca, la sua tradizionale divisione in generi e i suoi limiti temporali. Quale modello seguire? Con cosa iniziare un manuale della storia della letteratura liceale? Forse con le origini: i Micenei e le prime testimonianze scritte in una forma di lingua greca. E dei lirici, che fare? Forse il primo passo sarebbe smettere di chiamarli così.


L’immagine in evidenza è opera di Florian Klauer (https://unsplash.com/@florianklauer).

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...